Scorri le 15 scritte sui muri e vota la migliore.

 
Mi distruggo con tutto quello che trovo ma non farci caso che non c'è niente di nuovo

Abbiamo raccolto le frasi più significative che i nostri fan hanno trovato sui muri delle nostre città italiane delle canzoni rap e hip hop e non solo.Citazioni estratte dalle canzoni di artisti “Rapper” come Fabri Fibra, Gemitaiz, Noyz Narcos, Er Chicoria ,ma anche quelle di Jovanotti e De andrè  sono comparse sui muri delle nostre città, per la profondità dei testi e per le emozioni che suscitano negli ascoltatori.

















Di tutte le arti la musica è quella più capace di evocare emozioni. Che sia gioia, commozione, serenità, eccitamento, malinconia, nessuna emozione è assente dalla tavolozza della musica, e non vi è nessuno che non abbia provato uno speciale sentimento all’ascolto di uno speciale brano. La musica può arrivare a coinvolgere il corpo, a suscitare voglia di muoversi: il ballo, le marce militari, le danze tribali non esistono a caso.

Queste frasi sono prevalentemente tratte dalle canzoni “Hip Hop“, genere che si accosta perfettamente alla street-art. Infatti l’Hip Hop nacque  intorno agli anni ’70 nel Bronx, un malfamato e povero distretto di New York a nord di Manhattan, abitato principalmente da afroamericani.

Il pioniere di questo genere è senz’altro DJ Kool Herc, un immigrato giamaicano, all’ epoca era uno dei più popolari disc jockey a New York tra il 1972 e il 1976, e suonava nei block party del Bronx passando velocemente dai dischi reggae a quelli funk, rock e disco.

Come in Giamaica, questi DJ  erano accompagnati da performer che parlavano mentre suonava la musica; inizialmente furono chiamati MCs (dall’inglese Masters of Ceremonies, maestri di cerimonie) e, più tardi, rapper. I primi rapper si focalizzavano sull’introduzione di sé stessi, del DJ e degli altri addetti ai lavori, ma presto le loro performance si svilupparono fino a comprendere improvvisazioni e semplici beat four-count assieme a piccoli cori. Più tardi gli MC aggiunsero liriche più complesse e spesso umoristiche, comprendenti anche temi a sfondo sessuale.




IN ITALIA?

Uno dei primi esperimenti è stato fatto nel 1986 dalla band bolognese “Raptus“, fondata da Ohm Guru e Gaudi, con la Attack Punk Records, ma è negli anni novanta che i gruppi appartenenti alla scena hip hop incidono i loro primi lavori significativi. Dopo un periodo di crisi attorno ai primi anni duemila, negli anni seguenti l’hip hop italiano ha riscontrato una notevole crescita commerciale con il lancio mediatico di numerosi rapper, la nascita di diverse competizioni di freestyle e la diffusione tramite internet.

Anni Ottanta

Jovanotti, conobbe a Roma questo genere e nel 1987  pubblicò l’album di debutto Jovanotti for President caratterizzato da strofe rap. Si può dire che Jovanotti fu uno dei primi a fare rap in Italia ed a farlo conoscere al grande pubblico ma senza mai avvicinarsi alla cultura hip hop.

I rapper di allora, tra cui Sangue Misto, Bassi Maestro e i Radical Stuff, rappavano prevalentemente in inglese testi propri sui modelli statunitensi, specializzandosi non solo nel rap ma in tutte le discipline dell’hip hop.




Anni Novanta

Senza dubbio  i maggiori esponenti sono gli Articolo 31 e i Sangue Misto (Neffa, Deda e DJ Gruff): questi ultimi segnano un’epoca con l’album SxM, diventato poi una pietra miliare del genere e considerato da molti il più grande album hip hop italiano. Il punto di forza del collettivo fu il rappresentare il rap in modo davvero eccezionale, con basi cupe e acide e metrica incredibile.

Le sonorità di quegli anni, molto semplici, vennero completamente abbandonate con l’arrivo di artisti quali Articolo 31, Bassi Maestro e Kaos One al nord, Sangue Misto a Bologna, Flaminio Maphia, Colle der Fomento, Piotta a Roma, Lou X a Pescara, ognuno con un proprio stile e un proprio modo di fare rap.

Nel 1993 l’album Strade di città degli Articolo 31 entrò nella classifica italiana degli album, vendendo oltre 90.000 copie, un record per un album hip hop dell’epoca. Anche Neffa nel 1996 ebbe un buon successo commerciale raggiungendo il disco d’oro con il suo lavoro corale Neffa & i messaggeri della dopa.Comincia così quella che viene definita la “golden age” del rap italiano.

Uno dei rapper rappresentativi di questa fase fu Joe Cassano, cresciuto musicalmente tra New York e vari collettivi italiani, tra cui la Porzione Massiccia Crew di Bologna. Con l’album Dio lodato, pubblicato postumo nel 1999 a causa della sua morte avvenuta per arresto cardiaco, Cassano venne definito come il “più grande cultore della golden age”, segnando l’epoca con brani come Dio lodato per sta chance… Altri artisti rappresentativi di quest’epoca sono stati Sangue Misto, Kaos One, Flaminio Maphia, Piotta, Fabri Fibra, Bassi Maestro e Sottotono.

Nel 1994 gli Articolo 31 pubblicarono Messa di vespiri, contenente il singolo Ohi Maria (vincitore del premio “Un disco per l’estate”), mentre due anni più tardi pubblicarono Così com’è, promosso dai singoli Tranqi Funky e 2030 e che vendette 600.000 copie.

Altri album di importanza rilevante nel corso di questo periodo sono Merda & melma di Kaos One e Deda, Sotto effetto stono dei Sottotono, Novecinquanta di Fritz da Cat, Sindrome di fine millennio degli Uomini di Mare di Fabri Fibra, 107 elementi di Neffa, Verba Manent e La morte dei miracoli di Frankie hi-nrg mc




Anni duemila

Sul finire del 1999 il gruppo milanese Sacre Scuole, composto da Jake La Furia, Gué Pequeno e Dargen D’Amico, pubblica l’album 3 MC’s al cubo.

All’inizio del nuovo millennio il rapper pugliese Caparezza raggiunge il successo con l’album Verità supposte. Nel 2001 i Sottotono partecipano al Festival di Sanremo per poi sciogliersi poco tempo dopo.

Nonostante l’Italia rimanga salda nell’underground, il mercato dei dischi, capeggiato da etichette indipendenti come la Portafoglio Lainz o la Vibra Records, dà comunque dei risultati. E nel 2006 diversi MC riescono ad ottenere un contratto discografico con delle major: Mondo Marcio, rapper milanese, firma per la EMI, Inoki con la Warner, Fabri Fibra e i Club Dogo con la Universal. Alcuni videoclip, come quello di Applausi per Fibra di Fabri Fibra, riescono ad arrivare su emittenti come All Music o MTV e guadagnare discrete posizioni nelle classifiche.

In questo periodo nascono anche i primi contest di freestyle, tra cui 2theBeat, Tecniche Perfette ed MTV Spit.

Tra il 2006 e il 2008 il genere si espande a un pubblico più ampio, inizialmente grazie all’album Solo un uomo di Mondo Marcio, che portò il genere al grande pubblico in italia, successivamente seguirono gli album Tradimento di Fabri Fibra e Marracash di Marracash che riuscirono a conquistare le prime posizioni in classifica.

Dal 2010 dopo il successo del singolo Tranne te di Fabri Fibra si crea un vero e proprio fenomeno di rapper mainstream.

Fanno il loro debutto nella musica rap italiana artisti come Fedez, Emis Killa, Clementino, Gemitaiz, MadMan, Vacca, Rocco Hunt e Moreno.
Allo stesso tempo nascono artisti nell’underground che riescono a portare la loro musica ad alti livelli di vendita, esempi di questi artisti sono Salmo e Nitro.





 

Summary
Le poesie dei cantanti sui muri
Article Name
Le poesie dei cantanti sui muri
Description
Abbiamo raccolto le frasi più significative che i nostri fan hanno trovato sui muri delle nostre città italiane delle canzoni
Author
Publisher Name
Poetimaledetti.it
Publisher Logo
117Shares